la città, le strade, il non detto, gelido metallo solo immaginato. le storie insostenibili e quelle più grandiose, densa rabbia agita lo stomaco: un vuoto pieno di fascino e d’abbandono. improvviso, un soffio d’aria muove i capelli. ora sì che si respira la visione e la mancanza. un gelato che si scioglie sulle labbra e lo sferragliare di un treno, il destino ricomincia il suo gioco, un’altra caramella alla fragola. la perfezione iconica, un’esperienza anonima, le confidenze e le chiusure, la gioia più pura, una porta che si apre e una lampada impolverata, turbamento razionale e poi l’impulso, la paura e l’avventura, aria umida e voce bassa, caldo profumo e legno antico, colori tenui e neri profondi.

venere grida, e continua a vivere.
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